Di quando Sesto Empirico portò Capitano Findvs a un’esibizione di quattro giovanotti provenienti dalla Britannia. Dell’entusiasmo di Capitano Findvs


In quegli anni, le invasioni dei romani fino al vallo di Adriano avevano attirato nell’Impero orde di barbari dai molteplici talenti. Roma accoglieva con superiorità e interesse tali talenti, e permetteva loro che si esibissero nei teatri, essendo il pubblico oramai stanco delle trame di Plauto o di Terenzio, e nei numerosi spazi pubblici presenti in città.
Il pubblico gradiva molto queste esibizioni: si trattava di spettacoli musicali con giochi pirotecnici, suoni provenienti da strumenti fino ad allora sconosciuti, versi poco legati tra di loro che vagheggiavano un Parnaso di visioni.
Questi cantori portavano capelli lunghi, tonache senza cordoni e sandali slacciati, in segno di protesta contro le convenzioni del Popolo Dominante. Tuttavia, il suono aspro della loro lingua richiamava sonorità titaniche e il pubblico era sempre molto affascinato da queste evocazioni. Pertanto, il Senato fu sempre molto tollerante nei loro confronti, come era nei principi del Venerabile Antonino, grande amante della musica e dei balli.


Un giorno Capitano Findvs, che si trovava ospite dal suo amico Sesto Empirico nella sua villa alle porte di Roma, si fece convincere da quest’ultimo ad assistere a un’esibizione di uno di questi gruppi, proveniente dalla Brittània. Sebbene malvestiti, i quattro giovani ottennero un grande gradimento da parte del pubblico e alla fine dell’esibizione gli stessi Sesto e Capitano Findvs desiderarono
andare dai quattro ragazzi a porgere i loro complimenti a nome del Senato di Roma. I quattro ragazzi furono molto lusingati dai complimenti ricevuti, e risposero che avrebbero fatto qualsiasi cosa pur di avere la protezione del grande Imperatore.
Loro infatti, sebbene rifiutassero apparentemente la politica dell’Impero, erano al contempo parecchio affascinati da tanta civiltà e splendore.

Fiutata l’accondiscendenza dei quattro, Capitano Findvs propose loro un affare: egli li avrebbe fatti esibire nei più importanti teatri di Roma a patto che i quattro si facessero vedere nelle osterie e nei ristoranti dell’Impero mentre mangiavano i prelibati prodotti del Capitano.

In più, durante i concerti, ai lati degli artisti, ci sarebbero stati grandi pannelli di pietra con dei disegni di mostri acquatici che promuovevano i prodotti del Capitano Findvs. Entusiasti, i quattro accettarono e nel successivo giro di esibizioni, avendo ottenuta grande popolarità, riuscirono a fare salire anche i consumi di merluzzo fresco impanato presso i loro sostenitori.
Da allora, il gruppo ottenne grande popolarità fino a concepire una grande opera che chiamarono “Il muro” e ancora oggi ogni precettore che si rispetti impartisce ai propri allievi alcuni brani di quella monumentale opera.
In seguito, numerosi altri commercianti seguirono l’esempio del Capitano, e ancora una volta egli dimostrò come, nella vita, è bene trarre profitto e vantaggio da qualunque occasione, anche da quelle apparentemente da noi più lontane.

Questo mi riferì Caio Ruggero Cracco, come episodio riferitogli da Capitano Findvs in persona, durante un convivio a casa sua, in una limpida notte rischiarati solo dal vino e dalla luce della luna