Di come Capitano Findvs riuscì ad accattivarsi le simpatie dei Goti, e di come fu portato in trionfo dalla folla, sebbene fosse entrato nell’accampamento da prigioniero


Durante l’epoca di Adriano, Capitano Findvs fu mandato in esplorazione lungo le
coste settentrionali del Danubio, per verificare che ci fossero nuove rotte
commerciali da esplorare e per pacificare le tribù in guerra contro l’impero. In virtù della sua esperienza nei mari del nord e della sua lunga carriera di Capitano, gli fu affidata un’intera legione, molto fedele al suo Capitano (…) Fatto prigioniero insieme a un manipolo di soldati, fu condotto in ceppi davanti al capo dei Goti. Ma mentre stava percorrendo il tragitto lungo la folla, che lo accoglieva con insulti e grande dileggio, egli vide un gruppo di popolani arrostire del pesce di acqua dolce, e fece in tempo per suggerire loro di impanarlo.

Se gli avessero tolto i ceppi, avrebbe svelato il luogo dove la sua legione teneva del buon olio del Peloponneso e aveva assicurato che, da questi ingredienti, sarebbe scaturito il miglior piatto di pesce che essi avessero mai assaggiato.

Giunta tale informazione al Capo dei Goti, fu concesso a Capitano Findvs di preparare il pesce, ed egli riuscì a convincerli della bontà della sua ricetta. Non solo: egli fu anche in grado di convincere i Goti a stipulare degli accordi commerciali per lo scambio di pesce e olio. Portato dunque in trionfo dai suoi nemici, egli tornò a Roma da vincitore, acclamato da una folla festante. Si racconta che in quei giorni a Roma si mangiarono bastoncini per un’intera settimana, e che persino il venerabile adriano abbia rivolto i suoi personali complimenti al Capitano, promuovendolo a Generale. Ma egli rifiutò, per non suscitare l’invidia del Senato e la gelosia tra i suoi sottotenenti, cosa che lo rese ancora più valoroso agli occhi dei Romani.


Questo mi raccontò una sera di luglio, Capitano Findvs, presenti io e Flavio Terenzio, affinché ricordassimo che gli uomini astuti e coraggiosi non devono mai perdere la speranza, nemmeno nelle situazioni più nefaste