Maslowiani, gioachimiti e postautonomi

Quali fossero o meno i bisogni da soddisfare in una società sostanzialmente ai ferri corti ma che si dichiarava liberata e nuova era un argomento di discussione continua. Cibo, vestiti, un’abitazione decente, oppure bisogni simbolici e dematerializzati? Come considerare queste questioni nel contesto del metaverso? Internet era un bisogno primario? Tali bisogni erano una conseguenza dell’esser vissuti in una società a capitalismo avanzato, e quindi erano già bisogni indotti, oppure erano bisogni primari appunto, quindi indipendenti dal resto? Internet non poteva certo considerarsi un bisogno primario nel senso classicamente inteso, però sotto certi altri aspetti invece poteva esserlo, poiché contribuiva a soddisfare il bisogno di appartenenza, che può essere considerato un bisogno dematerializzato primario. A occuparsi di questi temi (oltre ai maslowiani, che provenivano soprattutto dal mondo dell’insegnamento scolastico) erano i filosofi, la maggior parte dei quali erano vicini o agli ambienti degli eruditi gioachimiti o agli ambienti dei comunisti e dei postautonomi. Anche i buddhoceltici offrivano un interessante contributo al dibattito ma attraverso un approccio più epicureo, nettamente disimpegnante. I dibattiti avvenivano ogni giorno, a tutti era consentito partecipare e si svolgevano all’aperto, secondo l’uso peripatetico.

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