Luce.
Lieve. Fredda. Incorrotta. Trafigge il soffitto.
Pulviscolo: nel dormiveglia riproduce il mormorio del ruscello poco lontano.
“Che ore sono? Che cos’è il tempo?”
Prendi il rosario, rischi di rovesciare la brocca di acqua fresca.
Preghi.
Fa freddo fuori, bisogna prendere la legna, accendere il fuoco, fare un po’ di pulizie.
Rombo di aerei militari ospitati da un cielo svogliato, camaleontico. “Mi porterà via lo scoppio di una bomba?”
Il rumore dal cielo istiga il tuo cuore a battere più veloce, e sì che non ci vuole tanto, abituata com’eri ad accudire tuo marito prima che se ne andasse via per sempre per colpa di un male. Quel ricordo ti aumenta la smania al petto, smuove altri pensieri: i figli giù in paese e uno di loro, Pasquale, in guerra da
qualche parte in Grecia.
E le tue sorelle che a turno, ogni giorno, marciano da casa vostra fin sulla montagna per portarti qualcosa da mangiare.
