Di come Capitano Findvs trascorse la sua vecchiaia e di come, liberatosi dalla schiavitù degli affari, condusse dilettevoli negozi


Giunto oramai all’apice della sua popolarità, Capitano Findvs amava trascorrere
lunghe serate in compagnia dei suoi discepoli, recandosi ora alle Terme, ora ai
giochi, ora alle taverne dell’Urbe. Nonostante tutto, egli conservava ancora parche abitudini, e mai nessuna maldicenza si levò contro la sua persona. Egli si alzava di buonora per verificare la merce proveniente dai mari del nord e portata a Roma lungo la Via Flaminia. Riservava sempre il pesce migliore ai trasportatori, che avevano inventato un ingegnoso modo di conservare il pesce in botti di rame
ghiacciato. Egli aveva ordinato che, in tutti i casi in cui il pesce non si fosse conservato, poteva essere subito consumato dagli addetti al trasporto e mai
nessuna sottrazione indebita fu recata al Capitano, tanta era la stima che il popolo aveva nei suoi confronti.

In tarda mattinata, Capitano Findvs si recava nei mercati del centro, a verificare il
consumo del suo pesce nei banchi di vendita e a pranzo amava consumare un filetto di platessa condito con olio d’oliva e dei capperi dell’isola di Cossyra, insieme a un calice di vino rosso Lucano. Subito dopo, se il tempo lo consentiva, amava riposarsi sotto un pergolato antistante la sua abitazione e in pomeriggio faceva lunghe passeggiate lungo la Via Appia. Alla sera, dopo una cena frugale di pane di segale, orzo e una manciata di legumi, si recava a teatro, egli amava molto Terenzio, oppure organizzava delle divertenti recitatio nel suo personale auditorium, ad alcune delle quali ebbi anch’io la fortuna di assistere. Poi congedava gli ospiti con un prezioso aneddoto della sua vita passata. Erano quelle serate assai piacevoli, in cui il Capitano non lesinava consigli sul corretto modus vivendi, sulla sana alimentazione, sul coraggio da infondere agli amici. Posso testimoniare che in più di un’occasione Capitano Findvs seppe rimettere me e altri Romani sulla retta via, senza mai la naturale Hýbris che uomini della sua importanza talvolta si concedevano. Alla sera poi, prima di dormire, seduto nella veranda vicina alla sua camera da letto, leggeva in silenzio e come una preghiera alcuni passi del vecchio Seneca, così da addormentarsi di fronte allo sguardo benevole della luna, con animo imperturbabile e con la mente serena che ogni uomo dovrebbe avere dinanzi all’eternità della notte.

Questa fu la condotta di Capitano Findvs, e allo stesso modo noi suoi discepoli a tale condotta ci ispiriamo nella nostra misera vita.