Capitano Findvs, di Publio Servilio Findvs. Fu uomo amante della vita, alieno dall’ambizione, distaccato dagli ozi


La nascita di Capitano Findvs fu assai fausta, essendo egli nato al Principio del
regno del più Ottimo tra i Principi.
[… ] Assai versato nelle arti della pesca e della caccia, uomo curiosissimo, fu
conoscitore di varie e incredibili specie di pesci che egli osservò con grande
acume, non temendo mai l’aspetto spesso raccapricciante di taluni mostri marini.
Racconta per esempio Accio Claudio che una volta il giovane Capitano, incontrando casualmente in un mercato dell’Urbe Capitolina Plinio il Giovane e riconoscendo subito in lui il nipote del grande e raffinato indagatore della Natura che tante lezioni tenne nella sua Accademia, volle approfittare dell’occasione chiedendogli di soddisfare la sua curiosità riguardo una varietà di pesce presente nel mercato che egli aveva visto nei mari che si affacciavano alle coste Bruzie, un pesce dalla lama lunghissima al posto del naso e dalla carne particolarmente fresca.

Il giovane Capitano chiese pertanto a Plinio se fosse possibile secondo lui conoscere il funzionamento dell’ovulazione della bestia marina, in modo da riprodurla in grandi vasche all’interno dell’Urbe Romana e assicurarsi così un approvvigionamento continuo e ottenendo come risposta da Plinio, per come è
riferita da Accio Claudio:

Mi sembrò giusto onorare con una degna indagine sia la memoria del mio amato Zio sia la vivace impertinenza del ragazzino. Trascorsi dunque giorni e giorni in biblioteca, senza però riuscire a dare soddisfazione a quel giovane così curioso ma avverandosi tuttavia in me il fausto presagio che col trascorrere degli anni, la curiosità aumentava anziché perire

Le sue attività portarono grande gloria all’Impero, e per tale motivo fu molto amato sia dalla plebe, alla quale la sua attività portò beneficio, sia dalle famiglie Patrizie, che gareggiavano affinché egli presenziasse durante i loro banchetti e raccontasse le sue avventure per i mari dell’Impero.
[…] La sua fama arrivò alle orecchie dei Massimi tra gli uomini Romani. Adriano, Antonino, Marco Aurelio e anche il furioso Commodo gli riservarono grande attenzione, benché egli subì più volte l’esilio lontano dallo sguardo benevolo ma implacabile della Lupa Capitolina. Per esempio gli Annales riportano che quando il venerabile Adriano, sentendo la necessità che l’impero allargasse i confini della propria conoscenza e non solo dei propri territori, decise di sottomettere la Grecia, chiese subito consiglio all’esperto Capitano sia su come organizzare la campagna e sia per la strategia da tenere con quel popolo giustamente così superbo e orgoglioso. E ancora, al Capitano si rivolse il glorioso Antonino eleggendolo suo consigliere personale, allorché decise che era giunto il momento di trovare nuove rotte commerciali necessarie allo sviluppo dell’Urbe. Il Capitano mai si rifiutò di essere utile all’Impero, essendone anzi onorato, ma quando Antonino, per omaggiarlo del suo contributo, gli propose di nominare delle importanti vie con il suo nome, vie che collegavano Roma con il resto dell’Impero come l’arteria con il cuore, egli rifiutò, poiché la sua educazione obbediente ai precetti dei più saggi tra i pensatori greci aveva come fondamento il celebre motto λάθε βιώσας.

Non si risparmiò di pronunciare pubblici discorsi in difesa dei più deboli, discorsi
che turbarono assai i Potenti a tal punto che non se ne conserva memoria, ma mai nessuno volle mettere a tacere la sua voce, e persino il brutale Commodo
riconosceva in lui un saggio consigliere, come l’unico lume acceso in una notte di
tempesta. Marco Aurelio discuteva con lui i suoi Pensieri, ed è diffuso tra i cittadini romani il sentire che le maggiori tra le opere pubbliche utili per migliorare la propria vita fossero frutto del Genio del Capitano.


Questo è quanto riporto da ciò che ho letto nelle cronache scritte e ascoltato dalle parole riferitemi, affinché possiamo godere dell’esempio di un uomo virtuoso e saggio che con grazia e coraggio ha navigato tra gli accadimenti del mondo.