Non c’è niente da fare, il quartiere milanese di Calvairate è per me un dispositivo narrativo incredibile. Qui di seguito, nove racconti mitopoietici usciti nella radio di quartiere durante gli anni brutti della pandemia.
Piazzale Insubria, 1965. Quattro giovanotti di Liverpool suonano sopra una terrazza che dà sulla piazza: è il preludio di qualcosa che sconvolgerà la storia della musica.
Milano, Piazzale Martini, 1931. Una giovane ragazza francese soprannominata “piaf”, passerotto, incontra l’uomo della sua vita, e poi lo perde, e poi lo reincontra, nella foule.
“La gente incuriosita voleva a ogni costo l’autografo di Evita”. Così il Quartetto Cetra a commento di un celebre viaggio di Evita Peron a Milano. Ma pochi sanno che la popolare donna si trattenne anche a Calvairate.
Milano, 1971: lo scalpo di una bambola insanguinato, giovani coppie sparite, libri abbandonati per strada. Era tutto parte dello stesso disegno, e le notti nel quartiere tra le palazzine ALER erano diventate oramai invivibili.
Una Piazza nel cuore di Calvairate intitolata all’amore e alla delizia del genere umano. Gruppi di estrema destra e di estrema sinistra che se la contendono come una preda. Da Pasolini a Montanelli, un coro di indignazione si leva contro un mondo già vecchio, spaccato a metà come quella piazza.
Un ragazzino pugliese che parla con la Madonna in una strada di Milano, gli abitanti delle case popolari e dei salotti del centro incuriositi e turbati dalle sue parole, un mondo che sta cambiando e una grande scelta: è meglio fare accadere le cose o prevedere ciò che accadrà?
Lungo i confini di Calvairate, c’è un muro di un vecchio posto abitato da tante voci. Ancora oggi se vi avvicinate con l’orecchio al muro, potete sentire Bobby Solo cantare “Una lacrima sul viso”.
Bowie, Reed, Battisti, Amanda Lear: è ora di darsi una rinfrescata alla memoria con questa cronaca degli anni in cui il glitter inondava le strade le vie le piazze di Calvairate.
Salvador Dalì, il Chupa Chups e strane scritte sui muri del quartiere: una storia dimenticata che, tuttavia, ci è entrata nelle vene.
