Astromonte

Una domenica mattina di settembre del 1985 Mimì, custode del campo sportivo di Santa Domenica d’Aspromonte, andò a sistemare il terreno di gioco in vista della partita di calcio che si sarebbe dovuta giocare quel pomeriggio. C’erano un sacco di cose da fare: pulire e lavare gli spogliatoi, controllare che le divise fossero in ordine, verificare che le reti delle porte non fossero strappate, piazzare le bandierine agli angoli, organizzarsi col tipo del bar per i thermos del tè e, soprattutto, ripassare con la polvere di gesso le linee del campo.

Mimì l’anno precedente aveva abbandonato la scuola superiore perché i professori gli stavano antipatici e i suoi compagni lo trattavano male e per lui, che aveva deciso che non avrebbe più aperto un libro in vita sua, rappresentava una segreta rivalsa riuscire a disegnare perfettamente la circonferenza del centrocampo e le lunette.

Era bravo anche nel tracciare le linee, non facili da realizzare in quel terreno fatto di leggeri rialzi che ogni volta facevano sobbalzare la carriola. Per farle, Mimì metteva dei bastoni nei quattro spazi destinati ai calci d’angolo. Poi vi legava uno spago che svolgeva per tutta la lunghezza del perimetro. Infine seguiva il filo con la carriola piena di gesso fino a creare linee bianche e perfette. Il ragazzo pensava che senza campo sportivo non c’è squadra, non c’è presidente, non c’è allenatore. Non c’è niente. Perciò, era veramente orgoglioso del suo lavoro.

Mimì parcheggiò l’Ape e scaricò i sacchi di gesso e i borsoni con le divise. Aprì gli spogliatoi, depositò tutto e cominciò a dare una sistemata alla saletta dell’arbitro: passò la scopa, poi lo straccio, pulì il tavolino e versò il detersivo sul piatto della doccia. Di solito a questo punto, prima di sistemare gli spogliatoi delle due squadre, un po’ più grandi, andava a dare un’occhiata al campo dalle gradinate, per avere uno sguardo di insieme e capire se dovesse intervenire per sradicare delle erbacce o per spianare qualche zona in particolare. Quella volta però il ragazzo si trovò davanti a una scena che lo sconvolse.

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