La Loggia dei Poeti Dadaisti Sintetici

La Loggia dei Poeti Dadaisti Sintetici è un collettivo nato con l’intento di costruire collage di derivazione dadaista unendo la leggerezza della musica pop e nazionalpopolare con la complessità e la profondità di alcuni componimenti classici, la cazzimma del rock con l’elegante endecasillabo, la delicatezza d’autore con lo slogan pubblicitario. Nulla di nuovo, lo scopo è essenzialmente quello di ribaltare i pesi: la canzone pop, unita a certe forme di poesia, diventa estremamente complessa e toccante; la poesia colta, unita a certe canzoni rock, genera un senso ulteriore e imprevisto – talvolta ironico e talvolta inaspettatamente drammatico.

La Loggia è stata presente su FB per diversi anni. Un giorno un editore si è accorto di noi e ci ha chiesto di pubblicare una Antologia, uscita nel 2017 per Ensemble. Esponenti della Loggia hanno seminato il verbo dada al Festival Internazionale di poesia a Genova, e poi a Roma, a Milano e in alcune scuole.

Poi un bel giorno il collettivo si è sciolto, perché un dadagioco dura poco. Di seguito, la cover del dadalibro, alcune dadalocandine e dadaesempi.

Era il maggio odoroso
e tu solevi così menare uno per educarne cento.
Ogni comunista deve comprendere questa verità:
mio fratello è figlio unico
perché è convinto che anche chi non legge Freud
può vivere cent’anni
e perché è convinto che è il mio cuore matto,
matto da legare,
il paese più straziato.

Amico cameriere,
non fare il cretino,
vai via
e soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni

E ’l naufragar m’è dolce
nel bel mezzo del progresso
di diversi colori
tra i quali
il giallo, il verde il nero
il moderno.
E mi sovvien l’eterno,
E le morte stagioni, e la presente
e viva, e ’l suon di lei.
Così tra questa
immensità
tifiamo rivolta
tifiamo rivolta
tifiamo rivolta

Mi chiedi di partire adesso
perché i numeri e il futuro
non ti fanno preoccupare.
Ma sii saggia: e filtra vino
e recidi la speranza
lontana, perché breve è il nostro
cammino, e ora, mentre
si parla, il tempo
è già in fuga, come se ci odiasse

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